domenica 27 febbraio 2011

Silvio Gheddafi

C’è un paese del Mediterraneo che ha una storia millenaria. Oggi la sua economia è in crisi. La corruzione mina le istituzioni. La criminalità è sempre più forte. I giovani non hanno un futuro e molti di loro sono costretti ad andar via per trovare un lavoro. Le donne sono relegate ai margini della società. Al potere c’è un uomo anziano. Probabilmente malato. Ricchissimo. Tratta il paese come se gli appartenesse. È ossessionato dall’aspetto fisico. Quando parla diventa un istrione. Controlla tutti i mezzi di informazione. Intorno ha solo collaboratori che non osano criticarlo. Gli piace andare in tv e ama circondarsi di belle ragazze. È amico dei dittatori di mezzo mondo. Non ha nessuna intenzione di lasciare la poltrona. I figli sono pronti a prendere il suo posto. L’unico modo per mandar via Gheddafi è una rivoluzione.

Giovanni De Mauro. Direttore di Internazionale

7 commenti:

Ale ha detto...

Pare che una rivoluzione sia in atto.

dario ha detto...

Tommi, io in genere sono piuttosto polemico e sarcastico, ma credo che oltre un certo limite la metafora, invece di mostrare la realta' la nasconda.
Accidenti, quel Gheddafi la' bombarda le piazze piene di manifestanti! il nostro Gheddafi non sara' affatto meglio, nelle intenzioni, ma mi vedrei molto cauto di fronte a certi paragoni.

tommi ha detto...

Credo che l'editoriale di Giovanni De Mauro - più che instillare l'idea che anche Berlusconi possa veramente in futuro bombardare i suoi cittadini - si rivolgesse al popolo italiano. Cioè se la condizione libica e italiana appaiono simili, allora anche in Italia come in Libia, l'unico modo per cambiare lo "status quo" è l'intervento del popolo. Ecco, credo sia questa la chiave di lettura corretta. Anche perché quando è stato chiuso "Internazionale" di questa settimana, la situazione in Libia non era ancora così traumatica.

Io, comunque, ho voluto essere volutamente provocatorio, questo sì :)

tommi

dario ha detto...

Sai, Tommi, anche io penso che il cambiamento puo' arrivare dal popolo. Lo spero, e, se pacifico, lo auspico pure. Perche' significherebbe il ritorno alla Politica e alla Partecipazione, cose che mancano totalmente all'Italia di oggi (e di cui, invece, paradossalmente, sembra essere ben impregnata la popolazione libica).
Insomma, ci manca tanto la voglia di azzerare tutto e di ricominciare da capo, ma sarebbe bello, ripeto, che ci fosse un ritorno a questo.

Pero' tutte queste mie parole sembrano sempre un po' campate per aria, perche' in realta' non so bene, e non so immaginare, quali siano gli strumenti in mano del cittadino per fare questa rivoluzione pacifica.
Cosa posso fare? Votare il PD? Convincere tutti a votare a sinistra? Oppure addirittura non votare proprio? Cosa cambierebbe? Davvero pensi che un governo di sinistra possa fare la differenza? Certo, sarei molto felice se Berlusconi si togliesse dai coglioni, ma poi? Non e' che il problema vero sia questo distacco tra il popolo e chi lo dovrebbe governare?
Ti pare che la societa' civile sia in qualche modo rappresentata, se non dalla maggioranza, almeno da una parte, per quanto minoritaria, del ceto politico?
A me pare francamente di no. Mi pare che la sinistra non rappresenti i lavoratori della Fiat, mi pare che non rappresenti gli studenti orfani di scuola, mi pare che non rappresenti gli insegnanti, i migranti, i disoccupati, gli emarginati.
Tanto meno li rappresenta la destra.

E quindi che strumento pacifico ci rimane per cambiare le cose, escludendo l'esercizio del diritto di voto?

Ed escludendo uno strumento pacifico, davvero pensi che ci sia molta gente disposta ad imbracciare le armi, in Italia?

io, francamente, no. Per quanto mi riguarda votero' a sinistra. Ma non mi pare sia davvero una soluzione.

dario ha detto...

okay, dai, e' scritto da cane, ma sono certo che hai capito quello che volevo dire

maurob ha detto...

Pensavo parlassi di silvio ...

tommi ha detto...

Ciao Dario,

ho capito il discorso che volevi fare, però non condivido il fatto che tu abbia spostato in maniera automatica il discorso su destra-sinistra. Purtroppo non è così semplice. In ballo ci sono le fondamenta del nostro paese. Neanche io sono convinto che la sinistra sia meglio, ma il focus del mio post era un altro. Spero tu possa capire. Per questo vorrei evitare di addentrarmi in discorsi politici.

In ogni caso grazie mille per il sostegno e la fiducia con cui segui il blog.

A presto!
tommi