domenica 27 marzo 2011

Senza nucleare e senza petrolio!

Nel suo editoriale pubblicato domenica 27 marzo sulla prima pagina del Corriere della Sera dal titolo "Senza nucleare e senza petrolio", il politologo Giovanni Sartori si interroga sulla necessità di abbandonare o meno queste due fonti energetiche che hanno caratterizzato il secolo scorso: "Il titolo è interrogativo: è una domanda. Ma la grafica non vuole punti interrogativi nel titolo. Ce li deve mettere il lettore. Non so se resteremo senza nucleare e anche senza petrolio. Me lo chiedo".

Fin qui la premessa. Ma analizzando l'editoriale per punti, si scopre che Sartori una risposta, seppur non assoluta, ce l'ha. In Giappone, "la lezione non è che le centrali nucleari siano di per sé pericolose, ma che non debbono essere costruite in zone sismiche". E questa distinzione sarebbe offuscata dall'emotività. "La lezione è che è follia costruire centrali dove sappiamo che la terra trema. Ma è anche follia non costruirle dove la terra non trema e dove uno tsunami non può arrivare".

Non condivido questa considerazione per due motivi. Il primo è che costruire centrali nucleari è potenzialmente pericoloso di per sé, quasi alla stregua di costruire armi atomiche. Non basta dire che ciò che è successo in Giappone è frutto della collocazione delle centrali per dire che il nucleare è sicuro e che siamo noi a usarlo in maniera sbagliata. Altrimenti, per assurdo, si potrebbe affermare che anche le armi atomiche non sono pericolose di per sé, ma solo se usate in guerra. Ma credo che nessuno condivida questa affermazione. Tra l'altro, purtroppo, anche in questo caso è il Giappone a essere protagonista negativo della Storia.

L'altro motivo, se si volesse prendere per buone le considerazioni di Sartori, riguarda la sismicità. Anche se veramente il nucleare fosse sicuro solo se costruito in zone non sismiche, l'Italia non rientra in questa categoria di paesi. L'Italia è un paese sismico dalla testa ai piedi. È attraversato da catene montuose e la stessa forma, lo stivale, ci ricorda che l'Italia non è che un "arto" pronto ad afferrare il vicino Maghreb. Previa terremoti. Per non parlare della presenza di vulcani e del pericolo "cambiamenti climatici". Le centrali nucleari, infatti, devono essere costruire vicino all'acqua. L'acqua è l'unica soluzione di breve termine in caso di surriscaldamento dei reattori, come Fukushima ci insegna. Ma i cambiamenti climatici e, per essere più precisi, l'innalzamento del livello dei mari rende qualsiasi luogo, anche non sismico se ci fosse, potenzialmente pericoloso.

Citando lo stesso Sartori, che stimo, mi viene da controbattere affermando che non solo è follia costruire centrali in zone sismiche, ma è follia costruirle in un periodo politicamente e naturalmente così instabile. Anche zone apparentemente sicure rischiano di diventare pericolose se non si conosce il futuro del nostro Pianeta. Nemmeno quello a breve scadenza, figuriamoci fare programmi a lungo termine.

2 commenti:

Alessio in Asia ha detto...

Tommaso, la penso come te. Il mio e' un decisissimo NO al Nucleare e SI al Sole, al Vento, al Mare e al Calore della Terra. Buona settimana :)

tommi ha detto...

Questo articolo di Sartori mi ha colpito. Non sembra scritto da lui. Quasi gli fosse stato commissionato velocemente o l'avesse scritto un altro al posto suo. Di solito le sue osservazioni solo semplici e dirette, ma pulite e senza molte possibilità di trovare obiezioni.