lunedì 3 ottobre 2011

#Ferrara2011

Palazzo Massari, Ferrara

Una nuova edizione del festival di Internazionale è arrivata ed è passata, in un lampo. Come scritto da Luca Sofri su Twitter, non è mai facile lasciare Ferrara, come non è facile raccontare le emozioni che si provano nei tre giorni in cui il capoluogo romagnolo diventa capitale del giornalismo mondiale. Senza esagerare. Scegliere gli eventi da seguire è stato impegnativo, ma questa volta ho voluto concentrare la mia attenzione sul ruolo dell'Unione europea nella crisi economica.

A "L'Europa in bancarotta" Paddy Agnew, giornalista irlandese dell'Irish Times, e Dimitri Deliolanes, giornalista greco di Ert tv, si sono confrontati con Michaela Namuth, tedesca del periodico Brand Eins, e Lepisto Pertti, giornalista finlandese. Lo spunto di riflessione più interessante è stato quello relativo alla Germania. Nonostante sia il paese che gode dei benefici più grandi proprio grazie alla moneta unica – l'export di Berlino è cresciuto tantissimo negli ultimi anni grazie al settore automobilistico e a quello dei discount alimentari – molti politici criticano gli interventi votati dall'Ue per arginare la crisi greca. Ma come si fa ad avere pregi senza difetti?

Il secondo incontro, invece, ha posto l'accento su Schengen e "Il ritorno delle frontiere". A confrontarsi sull'argomento Michael Braun, corrispondente tedesco in Italia di Tageszeitung, Eric Jozsef del quotidiano francese Libération, Menor Torres dello spagnolo La Razon e Gabriela Preda, collaboratrice per Foreign Policy Romania. In questo caso si è tentato di smontare il clima di emergenza che molti governi europei hanno creato a fini politici sfruttando i numerosi sbarchi di migranti provenienti dai paesi del Nordafrica. Jozsef ha affermato, in particolare, che nel periodo che va dal 2002 al 2011 la Francia ha presentato ben sette leggi sull'immigrazione, mentre la Germania ha cavalcato il concetto del "terzo stato sicuro", ovvero una forma di scaricabarile alla tedesca che afferma che "il problema è di chi subisce l'immigrazione" e non della comunità. Senza parlare dell'Italia dove lo scaricabarile avviene addirittura all'interno dei confini nazionali grazie a quel partito definito xenofobo dai giornalisti di mezzo mondo: la Lega Nord. [Segue]

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