domenica 23 ottobre 2011

La lezione del professore


Un eroe dei nostri tempi. Un paladino dei diritti umani. Da oggi, le persone che in ogni parte del mondo soffrono quotidianamente le violazioni dei propri diritti fondamentali saranno un po' più sole. Si è spento nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Antonio Cassese. Professore di diritto internazionale alla Facoltà di Scienze politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, è stato rappresentante del governo italiano in vari organi delle Nazioni Unite, tra cui la Commissione dei diritti umani (oggi Consiglio per i diritti umani). Primo presidente del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia. Nel 2004 è stato nominato dall'allora segretario Kofi Annan alla presidenza della Commissione internazionale d'inchiesta dell'Onu sui crimini in Darfur. Questa la visione del professore in tema di diritti umani:

"Oggi ogni cittadino di uno stato sta diventando cittadino del mondo, nel senso che tutti devono rispettarlo non in forza della sua cittadinanza o del colore della sua pelle (se è un bianco), ma in quanto persona umana, in quanto membro del genere umano. Le nostre città sono piene di persone di nazionalità e di colore diverso: immigrati, stranieri di passaggio, rifugiati, apolidi in cerca di protezione; sono diventate un cosmo variopinto, piene di volti diversi, di persone che parlano le lingue più strane e le più varie. Ma non siamo ancora riusciti ad assicurare che tutti godano degli stessi diritti. Siamo troppo pieni di pregiudizi, rancori, sospetti. Ebbene, se tutti non ancora godono di fatto di eguaglianza, esiste almeno un nucleo di principi che questa eguaglianza la vogliono imporre: sono appunto i principi sui diritti umani. Esiste dunque almeno un'aspirazione al rispetto indiscriminato di tutti, e una serie di imperativi morali e giuridici che ci impongono di mettere da parte i nostri pregiudizi e le nostre paure dell'altro, e di vedere in ognuno una persona che va rispettata nella sua umanità. La cultura dei diritti umani per molti diversi è un punto di non ritorno. Per essa può ben valere ciò che scrisse una grande guida religiosa nel Primo secolo dopo Cristo: 'Non può una città posta sopra un monte rimanere nascosta; né si accende una lucerna per riporla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, ed essa fa lume a quanti sono in casa'."

(I diritti umani sono solo un sogno? da "Il sogno dei diritti umani" di Antonio Cassese, a cura di Paola Gaeta, pag. 211-215)

Nessun commento: