sabato 5 novembre 2011

Il Kenya dichiara guerra ad Al Shabaab


Ci sono le catastrofi (più o meno) naturali, c'è la crisi economica e poi c'è la guerra. Ci scandalizziamo di fronte ai crolli delle borse europee, ci commuoviamo davanti alle immagini delle alluvioni a Genova come in Thailandia, ma non abbiamo più la forza di dire o fare qualcosa di fronte alla violenza. Nel mondo stanno accadendo cose talmente gravi che il terrorismo, la guerra sono diventati, purtroppo, tragedie di secondo piano. Fatta questa strana premessa, il post può entrare nel vivo.

Il 16 ottobre è cominciato un conflitto sul confine tra il Kenya e la Somalia. Una guerra che vede coinvolti i soldati dell'esercito di Nairobi e i guerriglieri islamisti di Al Shabaab, un gruppo terroristico somalo vicino ad Al Qaeda. A dichiararla ufficiosamente sono stati i miliziani attraverso le loro continue incursioni sulle coste nord-occidentali del Kenya. Il loro obiettivo: rapire stranieri per chiedere riscatti economici.

Nelle ultime settimane Al Shabaab ha preso in ostaggio sette persone, di cui sei stranieri e tre cooperanti. Stanco di tutto ciò, il governo keniano ha deciso di reagire inviando blindati ed elicotteri da combattimento in territorio somalo per creare una zona cuscinetto a protezione delle sue spiagge, fino a poco tempo fa meta di facoltosi turisti. In pochi giorni di scontri sono morte centinaia di persone tra integralisti e civili, senza contare le vittime degli attentati che si sono verificati a Nairobi come ritorsione dell'incursione militare keniana.

Il capo dei ribelli Sheikh Muktar Robow, subito dopo l'inizio dell'intervento militare, ha lanciato gravi minacce: "Il Kenya ha iniziato la guerra e ora dovrà pagarne le conseguenze, invito perciò chi è stato istruito nei campi militari a combattere contro il nemico", invitando così i somali che vivono oltre il confine a ribellarsi. Pochi giorni dopo due kamikaze si sono fatti esplodere a pochi metri dalla base della missione dell'Unione africana in Somalia (Amison). 80 soldati ugandesi hanno perso la vita. L'attacco è stato rivendicato da  Al Shabaab secondo la quale ad agire sono stati "due giovani guerrieri e coraggiosi mujaheddin".

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