martedì 31 gennaio 2012

Il clima open source

Christiana Figueres, foto di Michael Wuertenberg, public intelligence

Una banca dati per raccogliere le migliori esperienze intraprese da cento grandi aziende multinazionali per adattarsi ai cambiamenti del clima e, allo stesso tempo, aumentare i propri profitti. È la nuova iniziativa lanciata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc).

Il database si chiama Adaptation Private Sector Initiative e ha la funzione di mettere a disposizione di manager, imprenditori e amministratori nazionali e locali un ventaglio di possibili case history da cui prendere spunto per utilizzare in modo efficiente le proprie risorse in caso di eventi climatici estremi.

Tra le imprese che partecipano ci sono Coca-cola e Starbucks, Microsoft e Levi’s (che di recente ha anche annunciato l’intenzione di non acquistare più prodotti provenienti da foreste minacciate).

“Mostrando le storie di successo messe in atto da privati, vogliamo aiutare sia le popolazioni che le aziende a essere maggiormente in grado di resistere ai mutamenti del clima, ponendo la questione dell’adattamento e dei benefici che ne conseguono fra le priorità del settore privato”, è quanto dichiarato dal segretario dell’Unfccc, Christiana Figueres durante l’intervento tenuto al World economic forum di Davos.

Tra gli esempi migliori vanno citati gli sforzi messi in atto per rendere l’acqua potabile e sicura nei paesi in via di sviluppo o quelli per migliorare la produzione di caffè in quelle regioni particolarmente vulnerabili alle conseguenze del riscaldamento globale.

In questo modo, anche l’Unfccc sdogana ufficialmente l’approccio building blocks di cui ho parlato nell’articolo La nuova Kyoto che non c’è che consiste nello sviluppo di un sistema che includa migliaia di piccoli accordi internazionali, nazionali, regionali e locali per fronteggiare il riscaldamento globale mantenendo il ciclo dei negoziati come un appuntamento che funga da coordinamento.

Del resto, se le decisioni a livello sovranazionale tardano ad arrivare è opportuno che imprese e governi locali comincino ad attrezzarsi e la banca dati messa a disposizione dall’Unfccc serve proprio a questo. A evitare che si ripetano gli stessi errori. Come fatto notare da Greenreport.it “anche nel nostro paese, in alcune aree colpite dagli eventi alluvionali dello scorso autunno, si sta procedendo come se nulla fosse avvenuto. Si ricostruisce negli stessi luoghi, attribuendo i disastri avvenuti al fato e sperando che un nuovo evento cada un po' più lontano”.

Ecco perché Figueres ha concluso affermando che “gli accordi tra pubblico e privato e la cooperazione su una vasta gamma di investimenti stanno diventando sempre più importante per l’attuazione di politiche di adattamento di successo”.

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