sabato 14 aprile 2012

Cosa sta succedendo in Mali



di Anna Anghileri*

Da giorni seguo costantemente le terribili notizie che arrivano dal Mali. Dopo mesi di guerriglia e la presa di Kidal Gao e Tombouctou, il 6 aprile i ribelli Tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azaward (Mnla) dichiarano l’indipendenza della regione settentrionale. Il gruppo estremista islamico Ansar Dine (costola di Al Qaida del Maghreb) ha preso il controllo di Tombouctou,e il leader Iyad Ag Ghali, ha annunciato di voler applicare la sharia: “Le donne dovranno esser velate, ai ladri verranno tagliate le mani e le adultere saranno lapidate a morte”. Un vero dramma! La popolazione non solo tuareg, ma anche mauri, araba, peul dei villaggi del nord del Mali, è stata costretta ad abbandonare tutto ed affrontare il deserto.

Les Cultures è presente dal 1998 con progetti di cooperazione internazionale ad Araouane, piccolo villaggio in pieno deserto a nord di Tombouctou. L’amore per l’Africa, l’impegno nel concretizzare tanti progetti mi hanno portato più volte in quella terra. La preparazione alle missioni di cooperazione, la partenza, i giorni vissuti a stretto contatto con la gente di Araouane, l’incontro coi nomadi, i momenti e gli incontri a Tombouctou a casa di Alphadi (amico e presidente dell’associazione nostra patner in loco) sono stati per anni gli elementi del mio elisir, una carica di energie che mi faceva star bene. Non potrò mai dimenticare l’arrivo ad Araouane dopo un giorno di viaggio nel deserto ed essere accolti dal suono dei tamburi delle donne, dalla felicità dei bambini, dalla bellezza del cielo stellato che solo il deserto può regalarti. Giornate intense con le donne della cooperativa di sartoria, con i bambini e l’insegnante della nostra scuola, con gli addetti della banca dei cereali rifornita annualmente da Les Cultures.

La sera attorno al fuoco ci si confrontava, si progettava, si approfondivano le nostre amicizie. E poi... il declino è iniziato la mattina del 3 gennaio 2008, quando al rientro verso Tombouctou siamo stati sequestrati da un gruppo di salafiti appartenenti ad Al Qaida del Maghreb, esperienza terribile, non è stato più possibile ritornare in quei luoghi tanto amati. Da lì in avanti è stato un crescendo di instabilità. Le telefonate con Alphadi erano sempre più allarmanti, la situazione caotica, la paura aumentava. A febbraio di quest'anno in una delle consuete telefonate, Alphadi mi annunciava che la sua famiglia insieme alla comunità sarebbe partita a giorni per un campo profughi in Mauritania, non mi vergogno nel dire che sono scoppiata a piangere, non potevo crederci. Negli ultimi nostri contatti c’era sempre una richiesta: “Anna fai sapere cosa sta succedendo: parlatene, informate!”

Ho sentito Alphadi 15 giorni fa, stava raggiungendo la famiglia, anche lui profugo! La notizia è stata accolta con grande sconforto dal direttivo di Les Cultures, ha lasciato tutti con l’amaro in bocca e con una grande preoccupazione per il futuro della comunità di Araouane, dell’amico Alphadi, di Baba giovane nomade sostenuto da noi negli studi a Tombouctou. Potranno un giorno ritornare nella loro terra? Sarà possibile per noi sostenere con i nostri progetti quella che doveva essere “la rinascita di Araouane”?

Grazie amici maliani: il vostro calore, l’affetto e la riconoscenza per quello che come associazione abbiamo fatto, saranno sempre con me!

*Anna Anghileri, presidente di Les Cultures Onlus - Laboratorio di cultura internazionale

2 commenti:

ericablogger ha detto...

Anch'io ho seguito con attenzione e un notevole disagio le ultime notizie dal Mali.Non ci sono mai stata ma una delle cugine francesi di mio papà ci è vissuta per tantissimi anni, sposata con un cittadino del Mali. E' sempre stato un paese con tanti problemi e la corruzione era all'ordine del giorno ma ora che i Tuareg si sono uniti ai seguaci di al qaeda è un bel guaio...

Tommaso Perrone ha detto...

Già, ti consiglio l'articolo su Internazionale di questa settimana. Spiega alcuni aspetti. Al Qaeda riesce a far presa soprattutto sulle persone più povere e che sono disposte a tutto. Di certo se veramente i tuareg insieme a quelli di Aqma hanno in mente di imporre la sharia, la situazione sarebbe drammatica.