giovedì 31 maggio 2012

La vita del popolo siriano è in mano alla Russia

Robert Mood, capo degli osservatori Onu in Siria

Dopo la strage di Hula, in Siria, che ha causato la morte di 108 civili, comprese decine di bambini, le potenze occidentali che fanno parte della Nato hanno deciso di provare a usare ritorsioni diplomatiche congiunte per smuovere una situazione tanto grave quanto bloccata: espellere i diplomatici siriani. Ha iniziato l'Australia, favorita dal fuso orario, seguita da Francia e Gran Bretagna; poi Germania, Italia, Spagna, Bulgaria, Olanda, Svizzera. Oltreoceano è stata la volta di Stati Uniti e Canada. Ultimi Turchia e Giappone.

giovedì 10 maggio 2012

Barack Obama è favorevole al matrimonio omosessuale

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Finalmente Barack Obama ha dichiarato di essere favorevole ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, fra omosessuali. "Finalmente" per due motivi: è il primo presidente degli Stati Uniti a farlo; era da almeno un paio di anni che Obama stava maturando l'idea di esprimere la propria opinione in merito. L'evoluzione si è definitivamente conclusa mercoledì 9 maggio davanti alle telecamere della Abc.

Il presidente aveva già espresso il suo supporto verso le unioni civili, ma non aveva mai fatto cenno al matrimonio, riconosciuto a livello federale. Probabilmente questa attesa non è stata invano e il momento scelto non è stato casuale. Secondo un sondaggio realizzato dal Washington Post e Abc News, infatti, la maggioranza degli americani (52 per cento) è favorevole a una legge che riconosca i matrimoni gay e lo è ormai stabilmente dal 2010. Un periodo considerato sufficiente da Obama per esporsi in prima persona e, forse, anche un gesto utile a convincere gli elettori indipedenti in vista delle elezioni presidenziali di novembre.

lunedì 7 maggio 2012

Vandana Shiva: i semi della vita

Vandana Shiva e Silvia Passini. Foto di Stefano Pescio

di Silvia Passini

Lo riportava qualche giorno fa The Times of India: altri cinque agricoltori in un solo distretto dello stato del Maharashtra, in India, si sono uccisi, strozzati dai debiti contratti. Dall’inizio di quest’anno – sono passati solo 5 mesi e tre giorni!- 332 agricoltori si sono tolti la vita a causa dei debiti; in pratica in un solo stato dell’India si uccidono circa tre agricoltori ogni giorno. La notizia è scioccante, allarmante, sconvolgente. Ma perché succede?

Gli agricoltori contraggono ingenti debiti per acquistare semi di colture geneticamente modificate perché viene loro promessa ricchezza, abbondanza, opulenza. Ma poi… niente di tutto ciò si avvera: le promesse si rivelano inganni, gli inganni rivelano gli errori e conducono a gesti estremi. Leggere questa notizia mi ha portata inevitabilmente a pensare a Vandana Shiva, che ho incontrato poco tempo fa e che ho intervistato per LifeGate.



giovedì 3 maggio 2012

Moi, président de la République

Dibattito entusiasmante quello che si è svolto mercoledì sera tra i due candidati all'Eliseo, François Hollande e Nicolas Sarkozy. Ci sono stati diversi momenti interessanti, dall'immigrazione alla politica estera, passando per il nucleare.

Il passaggio che vi ripropongo è del socialista Hollande che, rispondendo alla domanda dei due giornalisti su quale stile adotterebbe nel caso in cui diventasse presidente, ha iniziato a elencare tutti gli errori che, secondo lui, ha commesso Sarkozy negli ultimi cinque anni. E lo ha fatto iniziando la frase ogni volta con l'espressione Moi président de la République. Se io fossi presidente della Repubblica. Un'espressione ripetuta per ben 16 volte.



Un gioco rischioso, ma come fatto notare da Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi del Corriere della Sera, un tormentone che potrebbe passare alla storia nel caso in cui Hollande vincesse le elezioni. A tal proposito, volevo segnalarvi proprio in questi giorni in cui tutti i riflettori sono puntati sulla Francia, due persone da seguire su Twitter per tenervi aggiornati. Il primo è proprio Stefano Montefiori, l'altro è Paride Broggi, anche lui residente in Francia e collaboratore de Linkiesta e della versione francese dell'Huffington Post. Entrambi hanno coperto il dibattito presidenziale con un livetweeting autorevole e per nulla stancante. Potete ritrovare tutti i tweet di Montefiori anche in questa pagina di Corriere.it.

martedì 1 maggio 2012

Yes, we can move forward



Questo vuol dire saper difendere e pubblicizzare i risultati raggiunti. Lo staff di Barack Obama ha lanciato ieri su YouTube un nuovo video con un titolo semplice e quanto mai diretto: Forward, avanti. Dopo il tormentone Yes, we can di quattro anni fa, il reparto digital del ticket "Obama - Biden" ha dovuto faticare non poco per trovare uno slogan all'altezza del precedente, ma che, oltre a richiamare la speranza, mostrasse anche i risultati raggiunti in questi quattro anni di presidenza. Da sempre l'obiettivo più difficile per chi governa e vuole continuare a farlo.