giovedì 14 giugno 2012

Anche la Farnesina verso la #Twiplomacy


Il forum #Twiplomacy — la diplomazia ai tempi di Twitter è stato un vero e proprio successo. A mio avviso, inaspettato. Alla conferenza hanno partecipato, tra gli altri: Alec Ross, il giovane ma già senior advisor per l'innovazione del segretario di Stato americano Hillary Clinton, il ministro (tecnico) degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, il direttore de La Stampa Mario Calabresi e Piero Fassino, sindaco di Torino, città ospitante.

Un successo per vari motivi. La sala dove si è svolto il forum era strapiena di addetti ai lavori, di studenti e semplici appassionati di relazioni internazionali. I tweet contenenti l'hashtag #Twiplomacy sono stati talmente tanti da portarlo direttamente al secondo posto nelle tendenze (trend topic italiani) e, a un certo punto, da essere oggetto di attacchi da parte di account spam. Inaspettato perché, fino ad oggi, la diplomazia in Italia era vista come qualcosa di intrigante, ma inaccessibile.

Ma la popolarità dell'evento è arrivata grazie ai contenuti. Alec Ross ha fatto il punto su ciò che gli Stati Uniti si aspettano da Twitter e dall'evoluzione digitale della diplomazia: un vantaggio strategico rispetto a quei paesi (Cina su tutti) che ancora credono in una gestione della politica estera vecchio stile, cioè segreta e accentrata nelle mani di pochi; un luogo dove contrastare attacchi impensabili fino a dieci anni fa, come quelli di Wikileaks che, se da un lato ha aperto i cassetti della diplomazia internazionale, dall'altro ha messo in pericolo i compromessi politici.

Il ministro Giulio Terzi ha voluto cogliere l'occasione per promuovere i progressi digitali compiuti dalla Farnesina sotto la sua guida. Un restyling in versione redazionale del sito www.esteri.it, un account su Twitter per stampa e giornalisti (oltre a quello personale del ministro) e l'apertura di diversi canali sui principali social network.

Mario Calabresi ha voluto spiegare perché c'è ancora bisogno di professionisti nel mondo del giornalismo. In particolare, il direttore ha ricordato il caso della presunta liberazione di Rossella Urru. Una notizia data per certa perché twittata da diverse celebrità italiane, ma poi rivelatasi senza fondamento. Per un semplice motivo: nessuno ha controllato la fonte. Regola imprescindibile per un giornalismo di qualità. Concetto ben espresso nell'articolo La nuova diplomazia digitale.

Per dirla con le parole di Marco Bardazzi, digital editor del quotidiano torinese, alla fine il concetto di fondo di #Twiplomacy è che Twitter è una cosa seria.

2 commenti:

Vigolo ha detto...

E dopo la gaffe di (Madame)Holland direi che la diplomazia ai tempi di twitter ha avuto una bella sveglia anche se sotto l'aspetto della cronaca politica rosa.

Resto solo io (beh, non solo io) che pur avendo un account Twitter ancora non riesco a capirlo e ad appasionarmici. E non so se non mi appassiono perché non lo capisco o viceversa.

Tommaso Perrone ha detto...

Provaci ancora, Claude!