giovedì 7 giugno 2012

Lo smog cinese è top secret



In un mondo sempre più interconnesso, la Cina, invece di aprirsi, prova ad aumentare il fardello delle cose da non fare per evitare interferenze negli affari interni. Secondo il viceministro dell'Ambiente cinese Wu Xiaoqing i diplomatici stranieri devono astenersi dal divulgare dati sui livelli di smog registrati entro i confini nazionali. Al contrario, farlo rappresenta un'ingerenza e va contro quanto previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961.

Il viceministro, in una conferenza stampa tenuta il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, ha fatto riferimento all'articolo 41 che prevede che "tutte le persone che godono di privilegi e immunità sono tenute, senza pregiudizio degli stessi, a rispettare le leggi e i regolamenti dello stato accreditatatario. Esse sono anche tenute a non immischiarsi negli affari interni di questo stato".

Pur non chiamando in causa nessuno, è chiaro che quanto affermato da Xiaoqing ha come scopo quello di bloccare i dati sui livelli di polveri sottili che l'ambasciata degli Stati Uniti a Pechino fornisce quotidianamente grazie a un account aperto su Twitter (@BeijingAir) che, ad oggi, conta più di 21mila follower.
I dati vengono pubblicati ogni ora grazie a una stazione posizionata sul tetto dell'ambasciata. Quasi sempre le misurazioni rivelano un'aria insalubre, se non pericolosa a fronte di un'esposizione prolungata.

La scelta di bloccare i dati forniti dall'ambasciata (seguita anche da altri consolati, tra cui quello di Shangai) arriva dopo l'intensificazione del monitoraggio della qualità dell'aria a livello governativo. Misurazioni che però non convincono i cinesi perché rese pubbliche solo a 24 ore di distanza. Da qui la decisione di molti cittadini di affidarsi agli americani che, dal canto loro, hanno giustificato l'attività di monitoraggio come volta esclusivamente a salvaguardare la salute dei propri dipendenti.

L'unica nota positiva? La protezione dell'ambiente e la lotta allo smog sono evidentemente diventati un elemento strategico, una priorità nell'agenda anche del paese che, negli ultimi decenni, non ha guardato in faccia a niente e a nessuno pur di crescere economicamente.

1 commento:

AGRIVARO ha detto...

Consigli per un verde efficace contro lo smog
È risaputo che la grande presenza di alberi, cespugli e verde in generale, faccia diminuire la presenza di smog in circolazione, invece è poco noto il modo delle diverse piante di captare l’ inquinamento atmosferico. L’efficacia di una pianta nell’ osteggiare l’inquinamento, dipende anche dalla sua collocazione, che viene decisa in fase di progettazione. Al fine di ottenere un verde urbano meno inquinato si possono seguire i seguenti accorgimenti:
-scegliere alberature adatte all’ambiente urbano;
-preferire le sempreverdi, che garantiscono l’assorbimento dell’inquinamento in tutte le stagioni dell’anno;
-riservare ampio spazio agli alberi in modo da garantire l’espandersi delle loro radici;
-piantare alberi e cespugli di tipologie e altezze diverse;
-mantenere le piante sane.
Soprattutto l’ultimo punto è un fattore determinante l’inquinamento o non della città: piante sane possono svolgere al meglio il proprio ruolo e apportano benefici di varia natura. Infine è da tener presente che piante e inquinamento si influenzano a vicenda, modificando se stessi e il contesto circostante, per questo motivo è utile seguire gli accorgimenti suddetti.
www.agrivaro.it