giovedì 30 agosto 2012

L'Egitto prende a Morsi la Siria

“La nostra solidarietà al popolo siriano, in lotta contro un regime oppressivo che ha perso legittimità, è un dovere etico in quanto [il cambio di regime] è una necessità politica e strategica”. A pronunciare queste parole non è stato il presidente francese François Hollande o il leader di qualche associazione umanitaria, ma il presidente egiziano Mohamed Morsi in occasione dell'intervento tenuto al vertice del Movimento dei paesi non allineati (Nam) in corso a Teheran.


Le parole di Morsi rappresentano una notizia perché molti governi che fanno parte del Nam continuano ad essere vicine al presidente Bashar al-Assad e al regime di Damasco. Tra gli altri, proprio l'Iran che si è trovato a disagio per queste parole: “Tutti noi abbiamo manifestato solidarietà nei confronti di coloro che stanno cercando libertà e giustizia in Siria. Tradurre questa vicinanza in una chiara visione politica significa sostenere una transizione pacifica verso un sistema democratico che rifletta la richiesta di libertà del popolo siriano”.

L'intervento di Khamenei
Prima dell'intervento di Morsi, era intervenuto l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, che aveva colto l'occasione per definire il Consiglio di sicurezza (Cds) delle Nazioni Unite una “chiara dittatura” a causa della sua struttura "irrazionale, iniqua e del tutto antidemocratica" sotto il controllo di alcune potenze occidentali. Niente di nuovo sotto il sole, visto che una riforma del Cds è all'ordine del giorno da più di un decennio. Il potere di veto in mano a Cina, Regno Unito, Francia, Russia e Stati Uniti, infatti, blocca gran parte delle proposte di risoluzione a causa dello scontro ideologico ancora presente nonostante la fine della guerra fredda.

La discussione è poi caduta sulla questione nucleare. Khamenei ha ribadito che “la Repubblica islamica dell'Iran non ha mai cercato di dotarsi di armi atomiche" definendole "un grande peccato imperdonabile”, ma che il suo paese ha il diritto di utilizzare il nucleare per scopi civili. Dal canto suo, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto al governo iraniano di rispettare le risoluzioni del Cds e di evitare di continuare la guerra di parole con la comunità internazionale per non finire in una spirale di violenza da cui è difficile uscire.

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