giovedì 25 ottobre 2012

L'Unione europea rispetta gli impegni di Kyoto


L'Unione europea ha ridotto le emissioni di gas serra del 2,5% nell'ultimo anno nonostante la sua economia sia cresciuta dell'1,5% e quasi tutti i paesi che ne fanno parte sono sulla strada giusta per rispettare gli impegni presi nel 1997 con il protocollo di Kyoto.

L'Agenzia europea per l'ambiente (Aea) ha pubblicato mercoledì due relazioni, una sulle stime delle emissioni prodotte nel 2011 e una sulle previsioni per l'anno che si sta per chiudere. Da queste è emerso che l'Ue ha raggiunto e superato largamente l'obiettivo di riduzione dell'8% della CO2 previsto da Kyoto, ma non tutti gli stati possono dire altrettanto.

L'Aea ha messo in guardia il nostro paese perché rischia di non mantenere l'impegno preso. Ipotesi che ci costringerebbe a comprare carbon credit sul mercato delle emissioni delle Nazioni Unite e dover spendere decine di milioni di euro in un momento in cui siamo già in grossa difficoltà. In una situazione analoga si trova anche la Spagna.

Tra i paesi che hanno fatto meglio nel 2011 – grazie a un inverno caldo che ha ridotto il consumo di combustibili fossili – ci sono Cipro, che ha visto calare i gas serra del 13%, Belgio, Finlandia e Danimarca (8%). Il Regno Unito è il paese che ha tagliato più emissioni in assoluto, con una riduzione pari a 36 milioni di tonnellate di CO2 (6%), seguito dalla Francia che ha evitato l'emissione di 24 milioni di tonnellate (5%) e dalla Germania con 17 milioni (2%). In totale nei quindici paesi sottoposti ai vincoli di Kyoto si è avuta una riduzione del 3,8% tra il 2010 e il 2011.

Un'ultima considerazione dell'Aea fa riferimento all'obiettivo che Bruxelles si è posta in autonomia: tagliare le emissioni del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Secondo le stime oggi saremmo già a quota 16,5% e quindi basterebbe l'impegno dei pochi che ancora non stanno facendo abbastanza per raggiungere il traguardo. Chissà se a Roma e a Madrid a qualcuno fischiano le orecchie.

Nessun commento: