sabato 8 dicembre 2012

Il protocollo di Kyoto prolungato fino al 2020

La commissaria europea per il Clima, Connie Hedegaard
Il protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012, è stato prorogato per altri otto anni nelle battute finale della diciottesima conferenza sul clima (Cop 18) di Doha, in Qatar, nonostante i passi indietro di Russia, Giappone e Canada.

Il vincolo di riduzione complessivo delle emissioni di gas serra del 5,2 per cento rispetto ai livelli del 1990 da raggiungere nel periodo 2008-2012 verrà sostituito dal nuovo obiettivo da stabilire entro giugno 2013, ma per evitare un vuoto normativo i delegati di duecento paesi hanno deciso che il protocollo di Kyoto II entrasse in vigore già da gennaio.

In ogni caso l'Unione europea ha già definito i suoi obiettivi: riduzione delle emissioni del 20 per cento rispetto all'anno di riferimento. L'Australia ha promesso di arrivare al 5 per cento rispetto ai livelli del 2000.

Questi paesi (più la Norvegia) ora rappresentano solo il 15 per cento delle emissioni prodotte a livello globale. Il ritardo nell'approvazione (la conferenza si sarebbe dovuta concludere il 7 dicembre) è stato causato soprattutto dall'opposizione del delegato russo, Oleg Shamanov, che avrebbe voluto target di riduzione meno stringenti per tutti.

Dal 1990 a oggi le emissioni sono aumentate di circa il 50 per cento soprattutto a causa del mancato impegno degli Stati Uniti e del rapido sviluppo di Cina e India, paesi non sottoposti ad alcun vincolo perché considerati "emergenti". Nel 2012 si stima che le emissioni siano aumentate del 2,6 per cento a dispetto della crisi economica.

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