martedì 22 gennaio 2013

Cosa ha detto Obama sui cambiamenti climatici



“Risponderemo alla minaccia del cambiamento climatico, sapendo che un fallimento significherebbe tradire i nostri figli e le generazioni future”. Queste parole di Barack Obama, pronunciate il 21 gennaio 2013 durante il discorso per il secondo insediamento alla Casa Bianca, hanno sorpreso molti analisti ed esperti.

La questione climatica non è mai stata così in alto nell'agenda politica degli Stati Uniti e molti rimangono dubbiosi sul reale impegno che l'amministrazione riserverà al tema, specie dopo l'esperienza del primo mandato che ha visto l'ambiente passare in secondo piano rispetto alla questione economica e alla politica interna. Ma il fatto che Obama non dovrà più competere per un'altra elezione presidenziale, che non dovrà più tenere conto dei finanziamenti e dei voti delle lobby che ancora sono scettiche sull'argomento, potrà dargli la libertà di prendere decisioni importanti e di guidare, insieme all'Unione europea, la lotta globale contro il cambiamento climatico.

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5 commenti:

dario ha detto...

Uhm.... tradotto:
ora che Obama non deve piu' fare i conti con il consenso popolare, finalmente puo' occuparsi delle cose importanti per la gente.

Capisco e condivido questo punto di vista, cionondimeno ne rimango perplesso.
Potrebbe essere una vittoria per il mondo, ma e' senza dubbio una sconfitta per la democrazia.

Tommaso Perrone ha detto...

Non tanto con il consenso popolare, quanto con le lobby (gruppi di interesse delle automobili, del settore energetico) che elargiscono miliardi durante le campagne elettorali. Il popolo l'aveva già votato quattro anni fa e più o meno il suo impegno verso l'ambiente era già evidente. In più ora non deve più fare i conti con gli scettici di professione che vanno da un canale all'altro (tendenzialmente del gruppo Fox) a dire che il riscaldamento globale non esiste per distogliere l'interesse della popolazione dal tema.

dario ha detto...

Appunto, dire che quando ci sono elezioni da vincere, bisogna compiacere le lobby che' finanziano la campagna elettorale significa dire che l'esito delle elezioni dipende dal potere delle lobby e non da quello del popolo.
Il che, ammetterai, e' una sconfitta della democrazia.

dario ha detto...

per altro, dire che invece quando non ci sono elezioni da vincere non e' necessario compiacere le lobby, con la conseguenza di fare del bene al mondo e, in definitiva, al popolo, significa concludere che una delle due:
1) le elezioni non sono espressione della democrazia
2) la democrazia non finisce per fare il bene del popolo

Tommaso Perrone ha detto...

Il tuo ragionamento è lineare anche se immagino esistano anche altri fattori. Quando parlavo di scettici di professione che parlano di clima intedevo una cosa di questo tipo, di cui Obama può anche permettersi di non interessarsi, ormai: http://huff.to/V987pr