lunedì 18 marzo 2013

Squali, tartarughe, alberi rari tra i nuovi protetti dalla Cites

Squali, manta gigante, tartarughe sono tra le nuove specie protette dalla Cites

Può essere considerata un successo la sedicesima conferenza della Cites (la Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate di estinzione firmata a Washington nel 1973) che si è svolta a Bangkok, in Thailandia, dal 3 al 14 marzo. Del resto già dal primo giorno le cose si erano messe per il verso giusto visto che il primo ministro tailandese Yingluck Shinawatra aveva inaugurato i lavori dichiarando che il suo governo si sarebbe impegnato a porre fine al commercio legale di avorio.

Guarda la fotogallery delle specie in via d'estinzione sulla pagina Facebook della Cites

La conclusione non è stata da meno grazie all’adozione di uno storico accordo per limitare il commercio di tartarughe, di squali – in particolare delle pinne – e di mante giganti. Recentemente l’Indonesia aveva tracciato la linea da seguire annunciando la creazione di un’area marina protetta nel Triangolo dei coralli per salvaguardare proprio queste due specie minacciate dal sovrasfruttamento.

Nelle due settimane in cui si è tenuta la conferenza sono state discusse circa 70 proposte alla presenza dei delegati di 178 paesi. Nonostante quella americana per vietare il commercio di orsi polari non sia stata approvata, il delegato degli Stati Uniti Craig Hoover ha dichiarato che i negoziati di Bangkok hanno contribuito a infondere entusiasmo: “Ho partecipato alle ultime sei conferenze della Cites e posso affermare senza dubbio che, dalla nostra prospettiva, questa è stata quella di maggior successo”.

Da segnalare ci sono altri due risultati: l’accordo per la salvaguardia degli alberi da cui si ricava il legno di mogano, ebano e palissandro, con particolare riferimento al taglio illegale in Thailandia e in Madagascar; l’avvio di un piano per ridurre la domanda di avorio, in particolare dei corni di rinoceronte e delle zanne di elefante.

Quest’ultimo obiettivo prevede una tappa intermedia durante l’estate del 2014, quando i governi del Mozambico e del Sudafrica dovranno fornire dati reali relativi al bracconaggio che serviranno da base per il raggiungimento di un accordo più stringente contro il commercio illegale di avorio.

I paesi che aderiscono alla Cites si riuniranno proprio in Sudafrica nel 2016, un luogo dove la popolazione di rinoceronti è sotto pressione nonostante il loro commercio sia vietato dal 1977. Secondo gli ultimi dati nel 2012 sarebbero stati uccisi 668 esemplari.

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