giovedì 18 aprile 2013

Fumata rosa

Emma Bonino, nata a Bra il 9 marzo 1948, è una politica italiana


Questo è un post dalla durata breve, di una notte, anzi di un sogno. Sì, un sogno in cui il Partito democratico si risveglia dall’incubo della scissione per dimostrare di aver agito in quel modo per una scelta precisa. Quella di non appiattirsi sulla proposta del Movimento 5 stelle e dimostrare di avere una spina dorsale, per avere il tempo di pensare e reagire con uno slancio simile a quello che ha sorpreso tutti nel momento dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Un sogno in cui la scelta del presidente della Repubblica non viene lasciata alla gente comune che si sfoga sui social network, che scrive commenti in base a quello che dice il capo di turno. In diplomazia, i negoziati tra gli ambasciatori venivano tenuti segreti, non tanto (o non solo) per nascondere qualcosa al popolo, quanto perché la pubblicità eccessiva irrigidiva i negoziatori. La pressione dell’opinione pubblica eleva il prezzo del compromesso perché nessuno vuole deludere le aspettative della propria fazione o apparire cedevole ai suoi occhi.

Per questo mi piacerebbe che nel sogno le persone che ho votato per rappresentarmi in parlamento ascoltassero e si confrontassero con discrezione e sobrietà per trovare un accordo su una persona all’altezza dei valori espressi dalla Costituzione italiana senza cedere alle pressioni di persone che insultano, gridano, minacciano e deridono.

Una persona capace di unire perché in grado di sentire i bisogni della gente comune, farli propri e presentarli alle istituzioni trasformati in pareri e suggerimenti. Una persona sensibile, incapace anche solo di pensare alla violenza. Una persona che senta sulla propria pelle il disagio di una minoranza. Una persona che ha viaggiato e osservato. 

Nel sogno, a pochi istanti dalla fine, mi sono accorto che quella persona era una presidente della Repubblica.

3 commenti:

dario ha detto...

Gia'.
Anche Rodota' pero' si adatta bene alla tua definizione.

Sono d'accordo sulla faccenda della sobrieta' e della necessita' di segretezza dei negoziati.
Pero' questo vale solo se i negoziati sono perseguiti in favore del bene della nazione, non per salvare il culo a questo o quello, o per strappare poltrone, o per avere il privilegio di tirare i fili del potere, come in un teatro di burattini.

Non so tu, ma io ho una dignita', il popolo italiano ha una dignita'. E questa dignita' va rispettata. Alla gogna chi non la rispetta.

Tommaso Perrone ha detto...

Anche Prodi si adattava. La dignità è un concetto che forse non conoscono quei parlamentari che dopo aver votato all'unanimità la candidatura di Prodi al teatro Capranica, non hanno mantenuto la parola data al momento della votazione in parlamento.

dario ha detto...

Prodi, Rodota' o Bonino?
L'unico di questi che avrebbe contribuito positivamente nella costruzione di un governo di Sinistra - quanto meno in un governo senza Berlusconi - e' Rodota'.
Prodi e Bonino non sarebbero stati in grado di mediare con M5S, e probabilmente nemmeno con Berlusconi (e non per demerito loro, ma per cocciutaggine e/o corruzione del Parlamento). Quindi il punto e': lo vogliamo un governo o no? Se si', bisognava scartare Bonino e Prodi. Rimanevano in lizza Rodota' e Marini. Bruciato Marini c'era solo Rodota', e allora, piuttosto che mandare a casa Berluconi ci si e' inventato il secondo mandato di Napolitano.
Niente contro Napolitano, intendiamoci, ma intanto Berlusconi e' li' che gongola (anche se non per colpa di Napolitano).
E D'Alema e' li' che gongola insieme a lui.

Dignita' io a Berlusconi non riesco proprio ad attribuirla. E neanche a chi, a sinistra, fa magheggi per salvargli il culo, oltre tutto distruggendo la stessa sinistra per riuscirci.

Non ho mai perso un'occasione per andare a votare, nella mia vita, ma non so se riusciro' ad averne lo stomaco, al prossimo giro.