martedì 2 aprile 2013

I quotidiani tornano nelle edicole della Birmania

Dal primo aprile 2013 i quotidiani privati tornano nelle edicole in Birmania


Dal primo aprile i cittadini della Birmania (anche nota come Myanmar) possono acquistare quotidiani non governativi nelle edicole sparse per il paese, a partire dalla ex capitale Yangon (anche Rangoon). Non succedeva da quasi 50 anni, da quando nel 1964 la giunta militare, allora al governo, decise di nazionalizzare tutte le testate quotidiane lasciando a disposizione dei lettori solo giornali di Stato. Un estratte dell'articolo che ho scritto per LifeGate.

Il governo civile – che però vede alla guida ex militari che hanno rassegnato le dimissioni per poter partecipare alle elezioni del 2011 – ha concesso la licenza a sedici delle venticinque testate che hanno presentato la domanda per poter riattivare le rotative, ma solo quattro sono riuscite a essere in edicola in tempo per l’entrata in vigore della nuova disposizione: The Voice, Golden Fresh Land, The Standard Time e il filogovernativo Union Daily. Entro fine aprile dovrebbe essere pronta anche la prima uscita del quotidiano D-Wave che fa capo alla Lega nazionale per la democrazia, il partito guidato da Aung San Suu Kyi. Le reazioni degli editori, però, non sono state solo positive: “Il permesso per il mio giornale – ha spiegato a Euronews Khin Maung Lay, editore di 81 anni – termina il 30 giugno. Dopo dovrò chiedere un prolungamento. E se devo fare una cosa simile significa che non c‘è libertà di stampa”.
(continua a leggere su LifeGate

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