mercoledì 5 giugno 2013

Un piccolo parco di Gezi anche a Milano

I cittadini e la comunità turca di Milano hanno deciso di mobilitarsi per sostenere a distanza la rivolta dei cittadini di Istanbul e della Turchia esplosa in seguito alla decisione del governo di Recep Tayyip Erdogan di distruggere il parco di Gezi e i suoi 600 alberi vicino a piazza Taksim, a Istanbul. Le manifestazioni sono rapidamente sfociate in una protesta nazionale contro il modo di agire del primo ministro turco accusato dall’opposizione di essere troppo autoritario e di prendere poco in considerazione il punto di vista dell’opinione pubblica.

Aggiornamento 8 giugno 2013 — Una foto scattata giovedì 6 giugno al gruppo di organizzatori composto da cittadini e soci di Legambiente Lombardia che hanno realizzato la piantumazione simbolica. Qui la fotogallery di Repubblica Milano.


A una settimana di distanza, i milanesi vicini al movimento #occupygezi hanno deciso di organizzare per giovedì 6 giugno alle ore 17:30 un’opera di piantumazione di alberi da frutto nel giardino condiviso di viale Montello – bastioni di Porta Volta per ricreare un piccolo parco di Gezi, Kücük Gezi park, anche a Milano. La manifestazione di solidarietà continuerà in piazza del cannone (Castello Sforzesco) alle 19:00. Di seguito le motivazioni dal comunicato degli organizzatori dell’iniziativa:

La scelta della location non è casuale: i giardini di viale Montello sono uno spazio verde nel cuore di Milano in gestione temporanea ai cittadini e che, secondo i piani dell’allora giunta Moratti, avrebbero dovuto lasciare il posto all’ennesimo parcheggio interrato, minaccia che ancora grava sull’area. La creazione del piccolo parco di Gezi avverrà in presenza e con la collaborazione dei bambini della zona allo scopo di insegnare alle future generazioni che il verde è un valore da tutelare e non una risorsa da sfruttare per ottenere effimeri guadagni nel breve periodo fanno sapere gli organizzatori. La speranza è che l’esempio milanese possa essere replicato all’infinito in tutte le città del mondo per esprimere la propria vicinanza alla causa del popolo turco e innescare un circolo virtuoso affinché il tentativo di distruggere un parco possa portare maggiore consapevolezza sul valore delle aree verdi urbane.

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