sabato 29 marzo 2014

Perché il Texas andrebbe abolito

In questi giorni si è parlato tanto di annessioni di territori, identità nazionali, sovranità statali. Così anche io ho deciso di lanciare la mia provocazione ben più che fondata.

Questa settimana ho trattato diversi argomenti sul sito di LifeGate, molti erano accomunati da una parola chiave: il Texas. A un certo punto, un bel giorno, di fronte all’ennesimo fatto, a mio parere negativo, che riguardava lo stato meridionale degli Stati Uniti, quello che confina con il Messico, detto anche Lone star state, mi è venuta un’illuminazione. Come San Paolo sulla via di Damasco ho gridato ad alta voce ai colleghi della redazione: “Ho capito! Il Texas va abolito!”.



Ovviamente potete immaginare le facce sgomente di coloro che, presi su altro, hanno dovuto alzare la testa per capire a cosa diavolo mi riferissi. E io ho continuato la mia dissertazione: “Sì, diamine! Non è possibile che un unico stato sia fonte di così tanti mali”. Il bello, però, è arrivato quando ho spiegato quali fossero questi mali, tanto che alla fine ho ricevuto anche l’approvazione di coloro che, inizialmente, mi stavano ascoltando solo per gentilezza ed educazione. Eccoli:

  • In Texas ogni anno viene eseguito il 41 per cento delle condanne a morte di tutti gli Stati Uniti, che nel 2013 sono state 39. Una situazione ancora più grave e assurda se si considera che gli Stati Uniti sono l’unico paese delle Americhe ad aver eseguito la pena di morte lo scorso anno. Anzi, l’unico paese del mondo occidentale. Quindi in Texas è stato eseguito il 41 per cento di tutte le condanne a morte dell’America del Nord, dell’America del Sud e dell’Europa;
  • il Texas è lo stato dei pozzi di petrolio e delle raffinerie di bitume. È lo stato dove dovrebbe arrivare tutto il petrolio sporco estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada. È lo stato di destinazione dell’oleodotto Keystone. Oleodotto che sta mettendo in crisi il presidente americano Barack Obama e la sua amministrazione perché obbligati a decidere su una sua espansione (Keystone XL) contestata da ambientalisti e politici perché metterebbe a rischio l’intera politica di lotta al cambiamento climatico degli Stati Uniti, l’ambiente nordamericano e la salute dei cittadini. È lo stato che più di ogni altro viene associato all’inquinamento, quello degli anni Ottanta e Novanta. Quello brutto, sporco e cattivo;
  • in Texas, per la precisione a Dallas, il 22 novembre 1963 viene assassinato il presidente americano John Fitzgerald Kennedy, 46 anni, uno dei più amati della storia degli Stati Uniti. Quello che per primo ha cercato di cambiare le cose in America in tema di diritti umani. 

Forse non vi ho convinto fino in fondo sulla necessità di abolire il Texas dalle cartine geografiche degli Stati Uniti, magari sostituendolo con un altro stato, un Illinois del Sud per esempio, più liberal e democratico. Però di sicuro vi ho dato una chiave di lettura nuova. Prometto che, se dovessi trovare altri punti da aggiungere alla lista, non tarderò a farlo e a condividere nuovamente questo post che spero possa incontrare molti sostenitori.

giovedì 13 marzo 2014

Il selfie di Colin Powell di 60 anni fa che ha molto da insegnare



Colin Powell, segretario di Stato americano sotto la presidenza di George W. Bush, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un autoscatto davanti allo specchio di 60 anni fa con il seguente commento:

I was doing selfies 60 years before you Facebook folks. Eat your heart out Ellen!

Inevitabile il riferimento al celeberrimo selfie di Ellen DeGeneres insieme ad altri attori scattato durante la cerimonia degli Oscar 2014 che si è scoperto essere stato promosso da Samsung. Come se ce ne fosse stato bisogno. Il selfie pubblicato su Twitter da DeGeneres è diventato il più popolare della storia del social network. Ma l'autoscatto di Powell vince nella sfida sullo stile.

sabato 1 marzo 2014

Di corsa, contro la fame



Oltre 870 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Di questi decine di milioni sono bambini. Circa una persona su sei non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva.

Di corsa contro la fame è la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi lanciata da Acra-Ccs per garantire il diritto al cibo e contrastare la malnutrizione in quattro paesi del continente africano. Sostegno alle organizzazioni contadine del Senegal, valorizzazione di specie vegetali locali ed empowerment delle donne in Ciad, mense scolastiche in Mozambico e centri nutrizionali in Zambia sono gli obiettivi che Acra-Ccs si propone di finanziare anche con un sms al numero 45506.