martedì 3 novembre 2015

Come ti senti adesso che l'Expo è finita?

Ho iniziato a vivere Milano nel 2004. Il sindaco era Gabriele Albertini e l’esposizione universale del 2015 non era stata ancora assegnata. Milano a quel tempo era una città piuttosto grigia, la nebbia era consuetudine, l’odore pesante e i mezzi di trasporto a dir poco obsoleti rispetto al resto d’Europa. Quattro anni dopo, il 31 marzo del 2008, una votazione tutt’altro che tranquilla ha assegnato al capoluogo lombardo l’Expo del 2015. La città turca di Smirne viene battuta 86 voti a 65. Un giorno qualunque che ha segnato il futuro di Milano. E, senza saperlo, anche il mio che in quel momento ero alle prese con semestri, esami universitari e manifestazioni.

lunedì 19 ottobre 2015

La Terra ha 2015 motivi per pensare positivo

Il 2015 è un anno fondamentale nel lungo percorso verso lo sviluppo sostenibile sulla Terra. Un anno pieno di appuntamenti internazionali che hanno il merito di tracciare le linee guida e di fissare obiettivi concreti per porre fine ad alcune tra le sfide più difficili che l’umanità ha di fronte. Fame e povertà, disuguaglianze e ingiustizia, cambiamenti climatici. Temi racchiusi all’interno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ovvero l’agenda che guarda al 2030 lanciata a settembre dalle Nazioni Unite (Onu) per dar seguito agli 8 Obiettivi di sviluppo del Millennio adottati nel 2000 e in scadenza quest’anno.

martedì 24 marzo 2015

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno a cui appoggiarci

Recita così il ritornello della nuova canzone di Major Lazer, Lean on. Colgo lo spunto di Depolique e riprendo l'ultimo video del progetto musicale americano che, per accompagnare la canzone, ha scelto di trasferirsi in India realizzando un mash up audiovisivo notevole. Le relazioni internazionali oggi si sviluppano anche così, sulle onde di un brano dancehall. In un mondo sempre più orizzontale, con poco tempo a disposizione per pensare e creare, a volte basta una pausa di tre minuti per concepire un post e rompere un silenzio troppo lungo. Un silenzio che spesso si prende troppo sul serio.